Associazioneinrosa's Blog











{9 dicembre 2009}   LE VITTIME “HANNO FAME DI GIUSTIZIA”!!

L’Associazione “INROSA” Napoli aderisce e sostiene le ragioni della manifestazione. 
Avv. Eliana Iuorio – uff. stampa Ass. INROSA Napoli -

MANIFESTAZIONE 09/12/2009 - “LE VITTIME HANNO FAME DI GIUSTIZIA” – La rabbia, la disperazione e lo sconforto spingeranno una rappresentanza di mamme italiane, che hanno perso tragicamente e prematuramente le loro figlie, a chiedere con silenziosa tenacia, a chi ci governa, risposte concrete alla loro esigenza di CERTEZZA DELLA PENA. Esigenza che sarebbe alquanto riduttivo definire strettamente collegata alle loro vicende ma che rappresenta ciò che tutti gli onesti cittadini devono pretendere da uno Stato che , come il nostro, si professa civile. Civiltà non vuol dire garantire in modo spasmodico il recupero di chi delinque. Civiltà è garantire il vivere sereno degli innocenti o delle loro famiglie nel caso in cui qualcuno ha deciso di assassinare chi non ha nessuna colpa. Così come la famiglia è il primo e più importante nucleo su cui si fonda la nostra società, lo Stato rappresenta la famiglia di tutti, con l’obbligo, proprio di un genitore, di proteggere ad ogni costo la vita dei suoi figli. Così come è obbligo di un genitore quello di educare e dare un monito incisivo a quelli che, tra i suoi figli, decidono di impugnare un’arma da fuoco o un fendente trasformandosi in carnefici. Solo la certezza di essere condannati ad una pena proporzionata al delitto di omicidio può fungere da deterrente al verificarsi di tragedie che riempiono le pagine dei giornali, le tv e i nostri cuori di senso di fallimento. Clementina Ianniello mamma di Veronica Abbate, uccisa il 03/09/2006 all’età di 19 anni dal suo ex fidanzato Mario Beatrice, con un colpo d’arma da fuoco sparatole alla nuca, a bruciapelo e di spalle; in appello il suo assassino è stato condannato a 18 anni, la sentenza è stata annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello di Napoli ed ora si è in attesa del nuovo giudizio; se verrà confermata Mario Beatrice passerà in carcere solo 13 anni. Letizia Lopez sorella di Rosaria Lopez violentata ripetutamente ed assassinata il 01/10/1975 nella c.d. strage del Circeo da Gianni Guido e Angelo Izzo; il primo dopo appena 5 anni è fuori, il secondo, uscito per un permesso è stato condannato ad un ergastolo per aver ucciso altre due donne, dopo Rosaria. Balzamo Patrizia madre di Maria Federica Gambardella, uccisa a soli 19 anni il 18/08/2001 da Jurgan Mazzoni; lei ha lasciato una bimba di appena 18 mesi, è stata denudata, strangolata, bendata e gettata in un burrone; lui è stato condannato in via definitiva ad anni 16 e mesi 8 di reclusione, ha scontato in carcere solo 8 anni. Angela Di Natale madre di Nunzia Castellano accoltellata a morte il 14/11/2003 da Luca Carafa; il suo assassino è stato condannato a 16 anni e 8 mesi di reclusione, ma ha scontato in carcere solo 10 anni. Letizia Marcantonio madre di Rosanna Jane Wade , uccisa a 19 anni da Alex Maggiolini; è stata strangolata, strozzata ed il suo cadavere è stato occultato; lui è stato condannato a 23 anni ma è uscito dal carcere dopo soli 12 anni. Filomena De Gennaro sopravvissuta al suo carnefice Marcello Monaco ma costretta su una sedia a rotelle a causa dei danni provocati dai ripetuti colpi d’arma da fuoco con cui è stata attinta; lui è stato condannato a 11 anni e 4 mesi di reclusione ma trascorrerà in carcere effettivamente 5 anni e 4 mesi. Sono queste le donne che domani, 9 dicembre si riuniranno davanti al Ministero di Grazia e Giustizia in rispettoso silenzio, per essere ricevute dal Presidente del Consiglio dei Ministri On. Le Silvio Berlusconi e dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano. Nell’attesa le stesse rimarranno a digiuno ed il digiuno sarà protratto finché chi di dovere non assicurerà loro di trattare in Parlamento, in occasione della tanto pubblicizzata riforma della giustizia , il tema della CERTEZZA DELLA PENA. Di gran lunga il più importante tra quelli di cui si è sentito parlare fin’ora e di cui si continuano a sentire stancanti quanto sterili diatribe nei salotti della tv. L’obiettivo che si vuole raggiungere, a voler ragionare in modo logico ancorché giuridico, è quello di vivere in un Paese dove IL MASSIMO DELITTO E’ PUNITO CON LA MASSIMA PENA. OMICIDIO=ERGASTOLO Vendetta sociale?No! Semplice logica della proporzionalità!!! Proporzionalità intesa comunque in senso lato. Alla morte di una persona dovrebbe seguire la morte del suo assassino. Ciò non è più consentito nel nostro ordinamento. Ad essa è subentrata quella che dovrebbe essere la morte sociale di chi uccide volontariamente, l’ergastolo. Sappiamo bene che anche se in qualche aula di Tribunale questa parola compare, seppur sporadicamente, in qualche sentenza, la pena effettivamente espiata in carcere non arriva ai 20 anni. Chi uccide un cittadino italiano deve poi essere sfortunatissimo per passare al massimo 15 anni in carcere…al massimo! Perché nella realtà le cose sono ben diverse e tutto grazie alle agevolazioni che vengono messe a disposizione degli assassini. Accade allora che da 15 passiamo a meno di 10 anni di detenzione effettiva. VERGOGNA!!! Riti speciali previsti solo per un’esigenza di economia processuale che di lodevole ha ben poco in quanto, nella pratica, vengono prediletti dagli assassini solo perché consapevoli e ben felici di vedersi diminuire di un terzo (rito abbreviato) o fino ad un terzo (patteggiamento) la condanna finale. Benefici concessi solo per poter tenere a bada i carcerati tra le sbarre. Attenuanti generiche che ormai non si negano proprio a nessuno, così come un tempo si concedeva ad un condannato a morte l’ultima sigaretta; attenuanti sorrette dalle più bizzarre e superficiali motivazioni; per eliminare a monte almeno uno dei motivi sui quali gli avvocati dei caini baserebbero l’impugnazione della sentenza di condanna in appello. Per queste e tante altre ragioni si chiede al Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e al Ministro della Giustizia Angelino Alfano di trattare in Parlamento la proposta di riformare il codice penale e di procedura penale nel modo che segue: IN PRESENZA DEL DELITTO DI OMICIDIO VOLONTARIO, OMICIDIO AGGRAVATO DALLA PRESENZA DI VINCOLI FAMILIARI O RAPPORTI AFFETTIVI (ANCHE CONCLUSI) E OMICIDIO PREMEDITATO 1) Punire la condotta con la pena dell’ergastolo da scontare interamente in carcere; 2) Divieto di riconoscere le attenuanti generiche ex art. 62 bis c.p. ; 3) Divieto di poter accedere al giudizio abbreviato ex art. 438 c.p.p. ; 4) Inserire tra i reati per i quali non può chiedersi il patteggiamento (artt. 444 e 51 commi 3- bis e 3-quater c.p.p.) quello di omicidio configuratosi nelle forme di cui sopra; 5) Prevedere un’ipotesi di responsabilità per dolo o colpa grave in capo al Magistrato nel caso in cui conceda benefici a chi è condannato per omicidio volontario; 6) Custodia cautelare in carcere obbligatoria in attesa del giudizio. “Non pensiamo di chiedere troppo, alle nostre figlie innocenti nulla è stato chiesto, nessuno sconto è stato fatto; a noi familiari è stato dato l’ergastolo che sicuramente sconteremo fino all’ultimo dei nostri giorni. Ai loro carnefici viene comunque data la possibilità di continuare a vivere, a respirare, a poter vedere il sole e la luna; alle nostre figlie tutto ciò è stato barbaramente negato!” Le mamme di: Veronica Abbate, Rosaria Lopez, Maria Federica Gambardella, Nunzia Castellano Rosanna Jane Wade e Filomena De Gennaro, miracolosamente sopravvissuta al suo carnefice.



sono una madre alla quale hanno tolto il bene piu’ prezioso la mia unica figlia e l’assassino il delitto della locanda dell cavalliere che nn c’è a foligno del 28 4 2008 da properzi gianpaolo propietario della mansardda dove abbitava emma l’assassino nn voleva piu’ mia figlia come sua inguilina ed una sera mia figlia era furi l’assassino con le chiavi di riserva fa fa’ libero bitrario e mette tutti gli effetti personali di mia figlia nei sacchi della spazzatura in mezzo alle scale e cambia la serratura della mansarda emma quanto fa’ ritorno nell suo apparttamento trova tutto fuori all’ora si dirigie all ristorante del properzi per chiedere spigazzioni lui gli dice..VIENI….VIENI CHE TELEDO’ IO LE CHIEVI va in cuccina si sceglie un cortello fa bistecche e l’ha uccide marale della favolw lui resta in carcere solo 90 giorni sene va’ in giro abbeffergirmi rito abbreviato permessi premi scontti e aconticcino regali e pacchettini e mia figlia sotto 3 metri di terra……AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO



assinrosa dice:

L’omicidio della locanda… come dimenticare, Patrizia!!
Abbiamo appreso della recente senza della Corte di Appello, che ha confermato la condanna di I grado nei confronti di Properzi.
Ti siamo vicine. E saremmo davvero liete di poterti abbracciare e sostenere.
Tienici al corrente sugli sviluppi!!!
Emma è con te. Da nessuna altra parte. Con te.
Siamo certe che anche la Giustizia terrena trionferà, con l’accertamento delle responsabilità e la condanna definitiva.
Un abbraccio forte da tutto il direttivo di INROSA Napoli.



Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

eccetera
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.